Cultura · Festività · Tradizione

Gosekku – 五節句

Con il termine Gosekku si indica le cinque festività importanti giapponesi celebrate durante i cambi di stagione.

Dal 604 al 1873 era in vigore l’antico calendario tradizionale giapponese,  un calendario lunisolare basato sui movimenti orbitale del Sole e della Luna. Essendo un calendario molto preciso riguardo il cambio stagionale e climatico, i giapponesi hanno associato ad ogni cambio stagione una festività basato sulle tradizioni e superstizioni popolari. Secondo queste superstizioni il cambio stagionale era favorevole alla comparsa spiriti maligni, autori di malattie, sciagure ed eventi nefasti.

Le cinque festività sono state stabilite  come tentativo di allontanare i demoni e ricevere il flusso positivo e protezioni dei Kami, ovvero le divinità della fertilità, salute e prosperità.

Le date seguono un preciso ordine numerico:

  • settimo giorno del primo mese Jinjitsu (Festa delle sette erbe), 7 gennaio terzo giorno del terzo mese.
  • Hina Matsuri (festa delle bambole o festa delle bambine), 3 marzo quinto giorno del quinto mese.
  • Kodomo no hi (festa dei bambini), 5 maggio settimo giorno del settimo mese.
  • Tanabata (settima notte), 7 luglio nono giorno del nono mese.
  •  Kiku no sekku (giorno dei crisantemi), 9 settembre.

Ogni singola festività viene celebrata con riti, festeggiamenti, pietanze per
rievocare le leggende (e significati) ad esse legate.

LE FESTE IN BREVE

gosekku

1) Jinjitsu (人日)Viene celebrato il 7 gennaio e secondo la tradizione, è il giorno della creazione dell’essere umano sulla Terra. Questa festività fa parte dei festeggiamenti del Capodanno (Oshogatsu).

2) Hinamatsuri (雛祭り). Viene celebrato il 3 marzo ed è nota come “festa delle bambine” o “festa delle bambole”. E’ tradizione preparare delle bambole ornamentali raffiguranti la coppia imperiale poste su piattaforme con un tappeto rosso. Durante questa festività le bambine pregano per ricevere in dono salute e bellezza scaricando la sfortuna sulle bambole esposte.

3) Kodomo no hi (こどもの日). Viene celebrato il 5 maggio ed è nota come “festa dei bambini” o “festa dei ragazzi”. La festività è dedicata al rispetto dei bambini, la loro felicità e la loro natura mentre i bambini devono esprimere la propria gratitudine verso la propria madre. Rispetto alle altre festività, il Kodomo no hi è diventata una festa nazionale nipponica solo dal 1948.

4) Tanabata (七夕). Viene celebrata il 7 luglio ed è nota come la “settima notte” o “la festa delle stelle”. Basata su una romantica leggenda cinese (a parer mio la più bella), è tradizione addobbare le strade con luci e lanterne che richiamano le stelle, decorazioni di carta intrecciate e mercatini vari (chiamato il “Festival di Tanabata) mentre le ragazze affidano i propri desideri scritti in prosa, spesso d’amore, su bigliettini legati a canne di bambù.

5) Kiku no sekku (菊の節句). Viene celebrato il 9 settembre ed è noto come “il giorno dei crisantemi”. La festa indica la fine dell’estate nipponica e l’inizio della stagione fredda. Il crisantemo, simbolo di questa festività, rappresenta l’immagine di un fiore che conserva la luce solare all’interno della propria corolla. Questo fiore è stato utilizzato come simbolo della casa imperiale la quale, secondo la tradizione, è legittimato a governare il paese grazie
all’investitura ricevuta da Ameterasu, dea del Sole.

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